Aggressività: l' educazione nel cane

Pubblicato Dom, 28/02/2016 - 15:16 da Anna Federica
Gigi e Pisino Gigi: chi è questo essere piccolo e peloso con tutta questa aggressività che invade il mio territorio...devo insegnargli un pò di educazione :-)

 

DOMINANZA E SOCIALIZZAZIONE

I problemi causati da comportamenti sgraditi come ad esempio un'aggressività eccessiva del cane sono purtroppo piuttosto frequenti,tanto che ormai molti veterinari si occupano specificamente di patologie comportamentali. Sebbene a volte le cause siano da ricercarsi nel carattere del cane, nella maggior parte dei casi .

Per questo è importante partire fin dall'inizio con il piede giusto e imparare a farsi obbedire dal cane.Trattare il cane come un bambino è un grave errore, causa di comportamenti patologici che possono essere difficili da correggere. I cani sono animali sociali e gerarchici, come i loro antenati lupi: tendo-no a vivere in gruppo (il branco o, nel nostro caso, la famiglia) e all'interno di questo gruppo stabiliscono una gerarchia. Tra i lupi, il soggetto dominante diventa il capo-branco e ottiene la sottomissione e l'obbedienza di tutti gli altri membri del branco.Nel caso del cane, questi deve vedere il proprietario come il capo branco, a cui essere sottomesso sempre e in ogni occasione, senza eccezione; tutti i membri della famiglia devono essere dominanti nei confronti del cane, che deve restare sempre in fondo alla scala gerarchica. L'obbedienza e l'educazione del cane deve essere ottenuta con la fermezza e l'autorità, non con la forza, punendo ogni trasgressione ma senza perdere la pazienza. Gli ordini devono essere dati con tono autoritario e devono essere coerenti: se una cosa è proibita (per esempio salire sul letto) deve essere proibita sempre, altrimenti la nostra autorità sarà sempre messa in discussione.Se non riusciremo a ottenere il rispetto e l'obbedienza del cane sarà lui ad assumere il ruolo di capobranco, il che porta a spiacevoli problemi comportamentali come attaccare e mordere le persone.Molti problemi comportamentali hanno la loro origine anche da un'errata socializzazione, l'apprendimento cioè dei rapporti con i vari membri del branco o del gruppo familiare. Nelle prime settimane di vita (tra la terza e la dodicesima in genere) il cucciolo acquisisce, attraverso i rapporti con la madre e i fratelli, la sua identità di cane, e impara a relazionarsi con gli altri cani e con le persone. Se viene tolto troppo presto alla madre e cresciuto in isolamento, senza vedere altri cani o altre persone tranne il padrone, il cane può crescere timoroso sia degli altri cani che di persone estranee. Una volta superata la fase di socializzazione, in cui il cucciolo fa amicizia facilmente con gli estranei, è molto difficile riuscire a fargli superare la paura degli sconosciuti. Pertanto è importante acquistare un cucciolo che abbia potuto avere un adeguato periodo di socializzazione, che non deve essere stato tolto troppo presto alla madre. Il cucciolo ben socializzato non ha paura delle persone che non conosce e dei bambini, è curioso, non è timoroso dei cani, non manifesta comportamenti ansiosi. Da non sottovalutare: il cane dominante può comportarsi bene per quasi tutto il tempo, accettando un ruolo di sottomissione al padrone, e solo occasionalmente assumere atteggiamenti dominanti (ringhiare, mostrare i denti o mordere),per cui il proprietario non si rende conto dell'esistenza del problema. Questi atteggiamenti, anche se sporadici, ci devono però far capire che occorre intervenire con un' appropriata modificazione comportamentale ed una adeguata educazione.

L'ANSIA DA SEPARAZIONE

Questo frequente disturbo comportamentale si verifica nei cani ansiosi che non hanno avuto da piccoli una buona socializzazione. Il cane non sopporta di essere lasciato so-lo, e reagisce distruggendo gli oggetti della casa, graffiando le porte, abbaiando continuamente, scavando buche in giardino e sporcando in casa. Si spiega con il fatto che il cane è un animale sociale, che ha bisogno della vicinanza del branco, cioè dei proprietari, la cui lontananza lo fa soffrire. Tuttavia un cane che è stato ben educato fin da cucciolo deve imparare a passare del tempo da solo senza comportamenti indesiderati. Per evitare che il cane sviluppi questo tipo di problema occorre educarlo fin dai primi giorni che entra nella nostra casa. Evitate di tenervelo sempre attaccato, anzi lasciatelo ogni tanto in una stanza diversa, non prestategli attenzione ogni volta che vuole lui, ma solo quando decidete voi. Dovete essere voi a iniziare a giocare, e non fatelo per sua iniziativa. Se dovete uscire e lasciarlo solo, prima di prepararvi non prestategli alcuna attenzione (non coccolatelo e non salutatelo); quando tornate a casa ignoratelo completamente se vi fa le feste e invece salutatelo e coccolatelo se è tranquillo. Questi consigli valgono anche nel caso il cane manifesti già questo problema, ma nei casi più difficili da trattare è anche possibile servirsi di un farmaco che aiuti ad attenuare l'ansia del cane facilitando la modificazione del comportamento.

L' AGGRESSIVITÀ

Questo è il problema comportamentale più grave che può essere manifestato dal cane; può assumere diverse forme, e solo individuandone il tipo si può cercare di effettuarne la correzione. Alcuni dei tipi di aggressività che possiamo osservare sono: - aggressività intraspecifica(contro altri cani); - aggressività interspecifica: contro le persone (da dominanza o da paura) o contro animali di altre specie.

Aggressività intraspecifica

Come abbiamo già detto, i cani tendono a formare tra loro una gerarchia, il che può comportare anche uno scontro fisico per stabilire chi comanda. Una volta che la gerarchia è stata determinata in genere la convivenza è pacifica, ed eventuali dispute (per i I cibo, una zona per il riposo, l'attenzione del proprietario) vengono risolte con semplici segnali di minaccia e sotto missione. Per evitare che esplodano episodi di violenza il padrone deve rispettare rigorosamente la gerarchia esistente, rivolgendo le sue attenzioni e nutrendo per primo il cane dominante, in modo da evitare che questo si senta costretto a ribadire la sua autorità sui sottomessi. Per i cani è naturale accettare i ruoli di dominante o sottomesso, e questo non ci deve far sentire a disagio come se si trattasse di una forma di ingiustizia. I maschi lottano spesso con altri maschi rivali e questo tipo di aggressività si risolve facilmente con la sterilizzazione chirurgica. Se le lotte si verificano tra due maschi che vivono nella stessa casa, i risultati migliori si ottengono sterilizzando i l cane che ha precedentemente assunto i I ruolo di sottomesso.

Aggressività contro le persone

AGGRESSIVITÀ DA DOMINANZA: il cane considera le persone della famiglia come parte del suo branco e il desiderio di raggiungere una posizione dominante si manifesta dunque anche nei loro confronti.Per evitare questo problema è importante, come spiegato in precedenza, che tutti i membri della famiglia esercitino una ferma autorità sul cane, che deve essere relegato in fondo alla scala sociale. L'obbedienza del cane deve essere richiesta fin dall'inizio: un cucciolo indisciplinato diventerà da adulto un cane dominante sui padroni, e potenzialmente pericoloso. Inoltre ogni atteggiamento aggressivo (mostrare i denti, ringhiare) contro le persone deve essere prontamente rimproverato. Per tenere sotto controllo un cane problematico, di carattere dominante e poco incline a ubbidire, è estremamente utile l' addestramento a eseguire i comandi, perché imparare a obbedire ribadisce l'autorità del padrone sul cane. Per raggiungere questo scopo è fondamentale che alla scuola di addestramento sia presente anche il proprietario. AGGRESSIVITÀ DA PAURA: in questo caso il cane morde le persone per paura, perché non ha possibilità di fuga e cerca di difendersi: tipico è il caso del cane che tenta di mordere il veterinario sul tavolo da visita. Questo tipo di aggressività è spesso indirizzato verso una categoria specifica di persone, per esempio i bambini. La causa può essere fatta risalire a un trauma precedentemente subito dal cane (bambini che hanno fatto dei dispetti) o a una cattiva socializzazione inseguito alla quale il cane non ha mai avuto da cucciolo contatti con bambini e ne ha timore. Per superare questo problema occorre eseguire una serie di sedute di addestramento per desensibilizzare progressivamente il cane allo stimolo che gli procura paura, premiandolo quando si comporta bene e resta tranquillo in presenza dell'oggetto dei suoi timori, che gli deve essere avvicinato progressivamente nell'arco di parecchi giorni.

Aggressività contro animali di altre specie

L'aggressività diretta verso gatti, polli, piccoli roditori è in genere una manifestazione dell' istinto predatorio del cane, per il quale è stato selezionato per migliaia di anni. Nell'ambiente domestico e cittadino risulta tuttavia un comportamento spesso sgradito. La soluzione più semplice in molti casi consiste nel non lasciare libero il cane di vagabondare (cosa tra l' altro molto pericolosa, che lo espone a gravi rischi tra i quali gli incidenti stradali), tenendolo ben confinato nel giardino o al guinzaglio quando lo si porta fuori.

AGGRESSIVITÀ PREDATORIA

L'aggressività di tipo predatorio si può manifestare anche verso cani di taglia più piccola (tipica lo sindrome del cane grande che attacca il cane piccolo, spesso con esiti fatali per lo vittima) e verso bambini piccoli se questi, intimoriti dal cane, mostrano paura e scappano, scatenando l'istinto di caccia del cane con conseguenze gravissime. Nei casi più problematici è possibile aiutare la modificazione del comportamento con una terapia farmacologica.

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