Accoppiamento nei cani di piccola taglia

Pubblicato Lun, 09/05/2016 - 18:29 da Anna Federica
accoppiamento Pisino io sono ancora giovane , avere una famiglia comporta delle preoccupazioni... meglio la compagnia delle mia amiche gatte ....! :-)

 

 La fattrice

Una cagna generalmente ha il suo primo calore all'età di circa nove-dodici mesi, anche se, ovviamente, ci possono essere delle variazioni individuali. Per l'accoppiamento non è consigliabile sfruttare  il primo calore, ma è molto meglio rimandare l'unione al secondo, o anche al terzo, quando cioè la nostra cagnolina sarà più formata e robusta.

In ogni caso è bene che la cagnolina abbia la sua prima cucciolata entro i due anni e mezzo di vita, più tardi il parto  potrebbe presentare alcuni inconvenienti quali, ad esempio, una muscolatura meno elastica e una maggior rigidità del corpo. Il periodo migliore per l'accoppiamento è alla fine dell'inverno, inizio della primavera, febbraio-marzo, in modo che i piccoli nati possano godere del sole primaverile e stare all'aria aperta. Una vita sana, trascorsa fin dai primi mesi in condizioni climatiche ottimali, è di fondamentale importanza per un buon sviluppo psico-fisico della cucciolata. Qualora il calore capitasse in altri periodi useremo tutti gli accorgimenti più utili al nostro caso, allevando la cucciolata nel miglior modo possibile, con particolari attenzioni vista la sua data di nascita. Iniziamo quindi i preparativi sottoponendo la cagnolina ad una visita veterinaria di controllo e ad un esame accurato delle feci. In caso di necessità le somministreremo i vermifughi più adatti. La prima fase del calore si riconosce dall'ingrossamento della vulva, dalla quale incominciano ad uscire alcune leggere perdite sierose, la seconda fase, che dura circa una decina di giorni, presenta invece la fuoruscita marcatamente rossastra del sangue, infine la terza fase porta ad un affievolimento delle perdite e lascia la cagnolina un po' gonfia ed abbattuta. È assai improbabile che la femmina in calore possa passare inosservata perché, per quanto la cagnolina si pulisca e curi la sua igiene in modo particolare, i maschi avvertono ugualmente l'odore particolare e saranno molto attratti : essa stessa sarà più disponibile del solito con i cani dell'altro sesso e anche meno vivace. Segniamo i periodi in cui la femmina va in calore così potremo sempre sapere con una certa precisione quali saranno i mesi successivi in cui si ripeterà il ciclo. Ciò è molto utile per decidere il periodo migliore per l'accoppiamento. È decisamente meglio evitare alla cagnolina lunghi viaggi per raggiungere eventualmente la residenza dello stallone prescelto, la migliore soluzione sarebbe quella di farli accoppiare evitando alla fattrice spostamenti che la possano affaticare e, soprattutto, quei viaggi in cui la cagnolina viene trattata come una pollastrella, chiusa in una gabbietta da consegnare al destinatario, cioè il proprietario dello stallone. Non dimentichiamo che i nostri cani soffrono senza la nostra presenza, che sono molto affezionati ai loro compagni a due "zampe" e che quindi spedirli come pacchi postali rivela ben poca sensibilità e considerazione nei loro confronti. Cerchiamo quindi di esserle vicini anche nel periodo dell'accoppiamento. Nell'impossibilità di farlo, di dedicarle un po' del nostro tempo, così "prezioso", evitiamo di tenere un cane e,soprattutto, evitiamo la cucciolata.

Lo stallone

L'età migliore per una prima monta è verso i dodici mesi,prima di quest'epoca è meglio evitare l'accoppiamento perché il maschio sarebbe troppo giovane e quindi non ancora formato. La prima volta sarà opportuno farlo accoppiare a una fattrice già piuttosto esperta. Nel caso invece in cui lo stallone sia già adulto, è molto meglio che sia anche esperto, così la femmina si troverà a suo agio e il maschio saprà, anticipatamente, ciò che gli viene richiesto. Naturalmente, qualora sia il maschio a dover raggiungere la femmina, evitiamo anche allo stallone i metodi brutali già citati per la fattrice circa le modalità per incontrarsi con la sua piccola partner. Non spediamolo indiscriminatamente dalla cagna, ma portiamolo noi stessi: anche il maschio, come la femmina, ha bisogno delle nostre cure e della nostra presenza.  Ricordiamo infine che spesso i piccoli cagnolini sono dei veri e propri gentiluomini e non stuzzicano le femmine,ma in compenso quando giunge il momento in cui una fattrice va in calore bisogna spesso isolarla dalle altre femmine il più presto possibile, altrimenti il maschio si ecciterebbe troppo e al momento opportuno perderebbe il vigore necessario.

L'accoppiamento

Il periodo ideale della cagna per l'unione è tra il dodicesimo e il quindicesimo giorno dall'inizio del calore; entro questi giorni faremo conoscere i due cani, sperando che la cagnolina gradisca la presenza del maschio. Se la femmina si mostra propensa all'accoppiamento tutti i preliminari saranno più veloci e più semplici sia per noi che per lo stallone, in caso contrario bisognerà portare pazienza; è probabile che la cagnolina diventi più accondiscendente in seguito. Appena la femmina mostra di voler essere coperta potremo tenerla ferma sul pavimento, oppure su di un tavolo, come sono soliti fare alcuni allevatori , in modo di facilitare le cose. Talvolta lo stallone è più piccolo della fattrice, quindi bisogna aiutarlo ad elevarsi al livello necessario per facilitare l'operazione. Per far ciò potremo usare dei libri, una scatola, qualsiasi oggetto utilizzabile appunto allo scopo, facendo attenzione che il maschio sia ben in equilibrio. Aiutiamo i cani a trovare una posizione comoda e interveniamo con delicatezza e riservatezza per rendere più semplice la copula ai nostri piccoli amici. Dovremo essere molto discreti perché la nostra presenza sia rassicurante, ma nel medesimo tempo non sia elemento di disturbo. La durata dell'accoppiamento dura dai dieci ai quaranta minuti. Ma conoscendo il carattere del nostro cagnolino sapremo se sarà opportuno accarezzarlo dolcemente durante l'unione, oppure se sarà meglio lasciarlo stare. Ecco un'altra ragione che consiglia il proprietario a non "spedire" in una casa estranea la cagna destinata alla monta! Qualora la penetrazione non dovesse avvenire neanche dopo reiterati tentativi sarà nostra cura sottoporre la cagnolina a una visita veterinaria. Talvolta infatti accade che vi siano delle malformazioni che ostruiscono l'entrata e a cui si può porre rimedio solo con un'operazione. Ultimata con successo la prima monta potremo ripeterne una seconda entro tre giorni, in modo d'aver la certezza che la fecondazione avvenga regolarmente. Una volta terminato l'accoppiamento lasciamo tranquilla la cagnolina e mettiamole a disposizione una ciotola d'acqua fresca; anche lo stallone va lasciato tranquillo, senza dargli da mangiare per almeno due ore circa, altrimenti potrebbe vomitare. Tutt'al più, quando il cagnolino dovesse essere proprio stremato e manifestasse il desiderio di mangiare qualcosa, diamogli un uovo crudo sbattuto con un po' di latte.

La gravidanza

Quando gli spermatozoi penetrano nell'ovocellula e danno così inizio alla formazione embrionale è in atto la gravidanza della nostra cagnolina. Durante le prime settimane la cagnolina potrà continuare la sua solita routine giornaliera e la sua dieta verrà modificata solo verso la quarta settimana, aumentando la dose di carne, dandole del latte con aggiunta di un tuorlo ed integrando i pasti con vitamine, calcio, olio di fegato di merluzzo. Facciamo attenzione a non essere tratti in inganno dalle gravidanze immaginarie a cui sono soggette alcune cagnoline rimaste vuote; spesso accade che esse mostrino una sintomatologia del tutto simile alla gravidanza pur non essendolo, quindi l'irrequietezza, l'ingrossamento delle mammelle non sono sufficienti per avere la certezza della fecondazione realmente avvenuta. Potremo constatare l'avvenuta fecondazione solo dopo una quarantina di giorni, quando il ventre incomincerà ad ingrossarsi. Le passeggiatine giornaliere, lo stare all'aria aperta sono elementi molto utili per una buona e sana gravidanza, unitamente ad una dieta equilibrata e ricca di calcio. Man mano che la data della nascita si avvicina evitiamo le lunghe passeggiate, gli sforzi inutili e i salti, lasciamo la cagnetta più tranquilla e abituiamola a dormire nella cuccia in cui dovrà stare coi suoi nati. La data in cui avverrà il lieto evento sarà verso il sessantaduesimo giorno dopo l'accoppiamento, quindi avremo tutto il tempo per dedicarci con cura ai preparativi necessari. La cuccia, nella quale avremo già abituato a dimorare la nostra cagnolina, è un elemento molto importante perché la nostra cucciolata dovrà trascorrervi il suo primo periodo di vita. Il miglior tipo di giaciglio consiste in un casotto appoggiato a terra e diviso a metà da un'assicella movibile la quale impedisca ai cuccioli di vagare nell'altro scomparto. Le due parti devono essere entrambe sufficientemente spaziose ed avere sia l'una che l'altra una piccola porta, di cui una fatta a griglia per permettere l'entrata della luce, soprattutto per i neonati più grandicelli che cominceranno ad aprire gli occhi. Per evitare l'uscita dei cuccioli quando saranno cresciuti, la cuccia avrà un'apertura ribaltabile che permetterà di trarre fuori agevolmente la madre. Oltre alla cuccia precedentemente descritta, molto utile perché, essendo possibile chiuderla, ci eviterà di preoccuparci ogni momento, si può far uso della cuccia più nota e tradizionale. La cuccia più conosciuta è infatti quella a cassetta sfruttabile per tutte le razze, variante in grandezza a seconda delle piccole o grandi taglie dei cani. La cassa è formata da pareti laterali alte circa una quarantina di centimetri e presenta da un lato un'apertura che permette alla cagna di entrare ed uscire evitandole inutili sforzi. Ma a salvaguardia dei cuccioli, per impedir loro l'uscita lungo tutto il perimetro interno della cassa, ci sarà uno zoccolo di alcuni centimetri, anche davanti all'uscita, per cui dovranno rimandare la loro entrata in società e frenare il desiderio di scoprire subito il mondo. La cuccia ideale sarà in legno, ovviamente ben liscio e privo di schegge. Sia la cassa rialzata che la più semplice, all'interno potranno essere protette da un tessuto impermeabile, ricoperto poi con dei giornali che mantengano il calore e che vengano cambiati con la massima frequenza, mantenendo così il giaciglio ben pulito ed asciutto. Meglio ancora sarebbe tenere i cuccioli a contatto con dei cenci di materiale non irritante, ottima la spugna, da cambiare non appena sarà anche un poco umida. Evitiamo i panni lavorati a maglia perché le sottili unghiette dei neonati si impiglierebbero nelle maglie, riuscendo con difficoltà a liberarsene.

Il parto

Durante gli ultimi giorni che precedono il parto, continuiamo le passeggiate quotidiane, tanto più che spesso una regolare camminata, senza sforzi, può anche affrettare la nascita di cuccioli "pigri". Tre giorni prima della data prevista somministriamo alla cagnolina un cucchiaino di olio di vaselina, aggiunto al pasto serale, in modo che possa agire come lubrificante. Solitamente, alcuni giorni prima del parto la cagnolina si comporta in modo strano, diverso dal solito, si mostra infatti più irrequieta e nervosa, cercando un posticino per stare sola e tranquilla. Questa tendenza alla solitudine veniva anni fa considerata come una semplice propensione a rimanere sola finché non fossero nati i cuccioli. Si tratta invece di una naturalissima ed istintiva tendenza dell'animale sofferente a cercare la solitudine. In ogni caso la nostra cagnolina sarà sempre sotto il nostro discreto controllo e quando  inizierà a grattare sul pavimento e a stracciare i giornali che le abbiamo messo a disposizione, potremo ritenere che sia giunto il momento. Il parto generalmente non presenta particolari difficoltà, la natura e l'istinto materno guidano la cagna a compiere tutto il necessario. Noi saremo comunque presenti con la massima discrezione perché la partoriente non si senta completamente sola e perché la nostra vicinanza le infonda fiducia e sicurezza. Seguire le fasi del parto è anche doveroso per assicurarsi che ogni cosa segua il suo giusto verso e che non subentrino complicazioni. Il parto può presentare talvolta delle complicazioni ed è bene poter contare sempre sul pronto intervento di un veterinario. Teniamo a portata di mano dei panni puliti, delle zollette di zucchero, del caffè e ricordiamoci che la cuccia deve essere collocata in un luogo appartato, privo di correnti d'aria, quindi non certo in un corridoio o in un luogo di passaggio. In genere il primo cucciolo nasce entro un'ora dall'inizio delle doglie, quando cioè la cagnolina inizia a respirare velocemente e affannosamente. Nel caso in cui dopo tre ore, nonostante i continui sforzi della cagnolina, non fosse nato alcun cucciolo chiameremo il veterinario. Durante un parto normale faremo attenzione che dalla vulva esca anche il sacco amniotico, in cui viene mantenuto il piccolo nel ventre materno e che contiene il liquido che ha protetto il cucciolo durante la gestazione.Dopo il susseguirsi delle doglie il sacco viene infine espulso e la neo mamma romperà con i denti le membrane che avvolgono il cucciolo, compiendo quest'importante operazione con immediatezza ed evitando al cucciolo di rimanere soffocato. Appena il piccolo sarà liberato dalle membrane, la lingua della madre lo pulirà accuratamente e con vigore, lo massaggerà attivandone la circolazione e, facendolo rotolare qua e là, lo indurrà a gemere e a respirare. La cagnina poi strapperà coi denti il cordone ombelicale, un'estremità del quale è situata nel mezzo dell'addome del cucciolo mentre l'altra è attaccata alla placenta materna. La placenta assomiglia a una massa di sangue scuro e viene espulsa dopo il neonato. Bisognerà prestare molta attenzione che la placenta segua ogni cucciolo e se , come solitamente avviene, la mangia, lasciatela fare, infatti la placenta contiene una notevole dose ormonale, indicatissima per aumentare il flusso del latte nelle mammelle. Comunque gli allevatori sono spesso divisi in due opinioni diverse circa il consumo delle placente, alcuni le lasciano ingerire proprio perché naturalmente ricche di elementi utili per la cagna e la cucciolata, altri invece preferiscono provvedere direttamente al fabbisogno dei vari elementi necessari alla madre e ai figli. Quando ogni cucciolo viene alla luce, dopo tutte le pratiche compiute dalla madre, lasciamolo nella cuccia ben tiepida e pulita, in attesa che la madre faccia nascere tutti i fratelli, senza la preoccupazione di schiacciare il piccolo già nato. Se il lieto evento avverrà in inverno potremo usufruire di una lampada a raggi infrarossi, naturalmente collocata alla dovuta distanza e solo nel caso che la cagna e i cuccioli non raggiungessero un adatto livello termico. Potremo anche collocare i piccoli già nati e in attesa dello sgravio successivo della madre, direttamente nella loro cuccia, mettendo sotto il loro corpicino una borsa d'acqua tiepida, avvolta da un panno asciutto. Se le varie fasi del parto e dell'espulsione degli annessi fetali non dovessero avvenire, dovremo intervenire aiutando la cagnolina durante il parto che però, normalmente, dovrebbe essere un fatto naturale. Saremo noi stessi ad esempio a rompere il sacco amniotico con delle forbici sterili perché il piccolo all'interno non rimanga soffocato.Per quanto riguarda il cordone ombelicale invece bisognerà fare più attenzione, dato che in questo cordone vi sono molti capillari che, se tagliati brutalmente, possono causare una emorragia al neonato. Se la cagnolina fosse esausta e non riuscisse a pulire e leccare il piccolo, saremo noi ancora che lo faremo con un panno ben pulito e asciutto e, qualora il cucciolo apparisse senza vita, lo faremo passare da una mano all'altra rotolandolo. Accertiamoci però di avere le mani calde o scaldiamole un poco prima di prendere il cucciolo. Sapendo che il parto avviene per una successione continua e regolare di tre fasi, la fase dilatante, la fase espulsoria e il secondamento , avremo la possibilità di chiamare in tempo il veterinario se si presentassero delle complicazioni. Per esempio, quando alla fase dilatatoria non segue la seconda fase espulsiva entro un breve periodo di tempo, sarà nostra cura chiamare il veterinario o se, dopo un paio d'ore dalle doglie, non nascesse ancora alcun cucciolo. Qualora si presentasse il caso di un parto distocico, eviteremo i rischi eventuali ricorrendo tempestivamente al taglio cesareo, ovviamente praticato dal chirurgo veterinario; infatti secondamento: fase in cui si espellono gli annessi fetali (placenta e membrane) che vengono appunto dette secondine, dato che talvolta non escono col feto, ma vengono espulse con relativo ritardo. Ricordiamo che devono uscire in ogni caso, quindi faremo la massima attenzione che vengano espulse. ogni indugio potrebbe essere pericoloso per la vita della fattrice e dei nascituri. Le cause del mancato parto fisiologico possono essere diverse, tuttavia solo nei casi più sfortunati una isterotomia praticata tempestivamente non salva la cucciolata. In caso di aborto í feti espulsi non saranno vitali e, non avendo acquisito gli elementi essenziali per sopravvivere, moriranno poco dopo aver visto la luce. Anche in questo caso il veterinario assisterà la cagnolina affinché tutto si risolva, senza alcun trauma psichico o fisico. Un altro intervento chirurgico sarà eventualmente necessario qualora la cagna trattenesse le membrane fetali degli ultimi cuccioli nati; se l'espulsione non avvenisse, sarà infatti opportuno far intervenire subito il veterinario che eseguirà l'operazione. Una volta deciso di far partorire la nostra cagnolina, almeno per la prima volta sarà più sensato non fidarsi di libri e manuali sul parto: ma chiedere che sia presente una persona che abbia già una certa esperienza diretta: un allevatore, un amico cinofilo di vecchia data o, se possibile, un veterinario. Questo non perché il parto in sé rappresenti un problema o qualcosa di anomalo, anzi è un atto molto naturale e fisiologico che, generalmente, la cagna affronta istintivamente e con la massima naturalezza, ma perché, essendo privi di esperienza, è meglio non correre rischi, e dato che talvolta non tutto procede nel migliore dei modi, assicurarsi la presenza di qualche persona più esperta di noi.

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